Controllo illegittimo via GPS: il Garante colpisce con una multa esemplare!
Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente inflitto una sanzione di 50.000 euro a un’azienda di autotrasporto per aver controllato in modo illecito circa 50 dipendenti durante l’attività lavorativa, tramite un sistema GPS installato sui veicoli aziendali.
Le verifiche ispettive, condotte anche con il supporto della Guardia di Finanza, hanno evidenziato gravi irregolarità:
- Tracciamento continuo dei dati come localizzazione, velocità, chilometraggio e lo stato del veicolo, in violazione del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) in materia di protezione dei dati personali
- Mancato rispetto delle condizioni stabilite nel provvedimento autorizzativo rilasciato dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che prevede limitazioni precise sull’utilizzo del GPS.
- Assenza di informativa chiara e completa fornita ai lavoratori sul trattamento dei loro dati personali.
- Carenze nella definizione delle modalità di trattamento dei dati e mancata implementazione di misure adeguate per garantire la raccolta delle sole informazioni strettamente necessarie.
- Conservazione dei dati oltre i cinque mesi, violando i principi di minimizzazione e limitazione della conservazione previsti dagli articoli 5 e 13 del GDPR.
Oltre alla sanzione economica, il Garante ha imposto all’azienda l’adeguamento immediato del trattamento, con l’obbligo di fornire un’informativa conforme e di rivedere il sistema di tracciamento per renderlo rispettoso delle garanzie stabilite dalla normativa.
Cosa devono sapere le aziende?
Questo caso rappresenta un avvertimento concreto per tutte le aziende che adottano strumenti di monitoraggio dei dipendenti: il controllo tecnologico (es. GPS, software di tracciamento, badge, videosorveglianza) è legittimo solo se effettuato nel rispetto delle normative vigenti.
In particolare, è fondamentale:
• Ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro per sistemi che comportano controllo a distanza;
• Garantire un’informativa trasparente e completa ai lavoratori;
• Rispettare i principi di proporzionalità, minimizzazione e finalità nel trattamento dei dati;
• Limitare la conservazione delle informazioni a quanto strettamente necessario.
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