Una dipendente ha disposto un bonifico sulla base di una e-mail fraudolenta, apparentemente inviata dal presidente dell’azienda.
Il risultato? Un danno economico e il licenziamento, ritenuto legittimo.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una dottoressa con 7.000 euro per aver registrato alcune visite senza adeguata informativa privacy. Un caso che richiama l’importanza del rispetto degli obblighi di trasparenza previsti dal GDPR.
L’intelligenza artificiale nei servizi commerciali richiede oggi maggiore trasparenza sugli algoritmi e un controllo umano effettivo, per garantire tutela della privacy, decisioni corrette e pieno rispetto dei diritti degli utenti.
Il recente provvedimento del Garante Privacy dimostra come la mancanza di adeguate misure tecniche e organizzative possa esporre le aziende a sanzioni rilevanti e danni reputazionali.
Il caso LVMH Iberia, sanzionata con 70.000 euro per uso improprio dei numeri personali dei dipendenti, evidenzia quanto sia essenziale per le aziende definire policy chiare e conformi al GDPR sull’uso di strumenti di messaggistica e dati di contatto.
Backup e privacy vanno di pari passo: la regola 3-2-1-1-0 introduce nuove buone pratiche per assicurare la disponibilità dei dati personali e la resilienza dei sistemi informativi.
Il Tribunale di Milano si è recentemente espresso su un caso che mette in primo piano la tutela dei lavoratori che effettuano una segnalazione tramite i canali di whistleblowing.